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venerdì 3 ottobre 2014

Differenza tra Calazio ed Orzaiolo




Il termine CALAZIO deriva dal latino CHALAZIUM e vuol dire GRANULO.
Il termine ORZAIOLO deriva dal latino HORDEOLUM e vul dire GRANELLO D'ORZO.

L'etimologia di queste parole suggerisce immagini bucoliche, ma purtroppo non siamo in agriturismo, siamo in una palpebra, e il calazio è la conseguenza di una infiammazione mentre l'orzaiolo è la conseguenza di una infezione batterica.
Per nessun motivo al mondo un calazio può trasformarsi in orzaiolo e per nessun motivo l'orzaiolo può diventare calazio, quindi i due argomenti vanno trattati e curati in modo completamente diverso.



Bellini: Damigella Chalaziorum


Una mattina mi sono svegliata che avevo gli occhi a parfalla.
Come certe farfalle che hanno un puà sulle ali superiori e uno sulle ali inferiori, intorno ai miei occhi erano comparse quattro lenticchie sottopelle, una per palpebra, identiche e perfettamente speculari.
Ho sottovalutato la faccenda per diverse settimane, probabilmente perchè non facevano male, ma poi vedendo che le lenticchie non accennavano a regredire, mi sono decisa a consultare gli esperti.
Il primo oculista mette a verbale che mi sono spuntati i "calazzi" e prescrive una pomata oftalmica cortisonica e antibiotica da applicare negli occhi per due settimane; se detto unguento non dovesse produrre alcun effetto, bisognerà eseguire più interventi di exeresi per asportare le calaziosi cisti.
Il secondo oculista sarà colui che interverrà sulle mie palpebre per incidere i "calazio" ed espellere il sebo in essi contenuto.

Calaziosi

Ma però, tra il dire e il fare sono passati tre mesi e io di certo non sono rimasta con le mani in mano! Infatti mi sono dedicata ai rimedi della nonna trovati in Internet ripetuti tali e quali in moltissimi siti: impacchi di acqua calda salata, foglie di cavolo e chi più ne ha più ne metta, per stimolare l'espulsione "naturale" delle lenticchie.
Insomma, manca solo il cotechino e mi raccomando di massaggiare i calazio per favorire il drenaggio del sebo.
Non lo avessi mai fatto! Come risultato ho ottenuto l'ingrossamento random dei miei quattro calazi e la formazione di un QUINTO che poi è evacuato da solo probabilmente perchè trattato immediatamente con la pomata cortisonica ed antibiotica che già possedevo (Tobradex).
Per fortuna l'intervento chirurgico ha spazzato via le cisti e tutti i luoghi comuni.

ZORRO

Mercoledì 29 marzo sono entrata in ospedale per eliminare i calazio o calazzi (o calazi) dell'occhio destro, i più grandi.
Tutta flebizzata, cuorizzata e pressionizzata, mi sono distesa sul lettino della sala operatoria dove l'intervento ha avuto inizio non prima di aver chiesto e ottenuto un cuscino da mettere sotto le ginocchia perchè soffro di lombalgia.
Il tutto ha avuto inizio con alcune punturine di anestetico sulle palpebre, poi il chirurgo ha rovesciato quella superiore utilizzando uno strumento apposito ed è stata incisa la mucosa (congiuntiva) a livello della lenticchia; dopodichè è stata rimossa la sostanza vischiosa contenuta nella cisti incisa ed il primo calazio è andato.
Nella stessa seduta e con le stesse modalità è stato rimosso il calazio della palpebra inferiore, e dopo aver ricevuto una abbondante dose di Tobredax sul bulbo oculare, mi è stato applicato un bendaggio compressivo atto ad impedire che le palpebre si muovessero, gonfiassero e sanguinassero.
Nessun punto di sutura.
Sono tornata a casa in giornata e il mattino seguente sempre in ospedale mi è stato levato il bendaggio a forma di palla: niente gonfiore, niente dolore e soprattutto niente calazio. Solo alcuni lividi viola intorno agli occhi che sono scomparsi in una settimana.
Il 12 aprile mi è stata praticata l'exeresi dei calazio occhio sinistro ed è andato di nuovo tutto bene.

Ematomi doppia exeresi

Tutto è bene quel che finisce bene, poi un mattino mi sveglio con una palpebra leggermete gonfia e arrossata.
Oh no, sono appena andati via i lividi dell'ultima exeresi e adesso sta spuntando un altro calazio?
Il pensiero di un ennesimo intervento chirurgico mi fa uscire dai gangheri così cerco di tamponare applicando la solita pomata cortisonico-antibiotica, ed è la peggio cosa che potessi fare!
Già perchè stavolta non si tratta di calazio ma di orzaiolo e l'orzaiolo è nemico giurato del cortisone, ma oramai il danno è fatto e ne avrò per ben sei mesi!

Mentre io mi sento in colpa e mi vergogno di questa nuova eruzione cutanea, alla figlia di mia cuguna sta capitando la stessa cosa, ma lo sapremo molto tempo dopo.
Lei, ragazzina nell'età dello svoluppo e io, cinquantenne nell'età della menopausa, ci siamo entrambe beccate i calazio e adesso abbiamo uno strano brufolone che entrambe abbiamo aggravato col Tobradex.
In merito ai calazi, la figlia di mia cugina si era sottoposta ad exeresi presso ambuatorio privto ed i suoi calazi avevano richiesto l'incisione "esterna" pochè molto superficiali cioè affioranti... Inoltre credo che ne avesse meno di me... Menomale, poichè quel tipo di exeresi terminava con alcuni punti di sutura sull'epidermide.

Dopo aver ascoltato tutti i consigli del mondo ed aver guardato dentro la bottiglia dell'olio, dentro me stessa, Internet, e mille volte me stessa dentro lo specchio... ho detto BASTA.

BASTARDI SENZA GLORIA

TAV. 1
Esempio schematico Ghiandole di Meibomio

Il calazio è una cisti di sebo che si forma all'improvviso nella ghiandola di Meibomio, una delle tante.
Le ghiandole di Meibomio sono allineate all'interno delle palpebre lungo la rima superiore ed inferiore (bordi) e ne abbiamo a decine sia sotto che sopra (TAV. 1).
Queste ghiandole sebacee hanno la funzione di produrre una sostanza lubrificante ed umettante per occhio e palpebra.
Il calazio viene spesso preceduto da una blefarite più o meno fastidiosa che si manifesta con gonfiore delle palpebre, rossore della congiuntiva (mucosa a contatto del globo oculare), prurito e presenza di scagliette giallastre fra le ciglia.

Orzaiolo, stadio iniziale 
L'orzaiolo è la conseguenza di una infezione batterica che colpisce tutto l'occhio e in particolare due ghiandole: le ghiandole di Zeis che si trovanono alla base delle ciglia, e le ghiandole di Moll, anch'esse situate sul margine delle palpebre (vedi immagine in alto).
Le ghiandole di Zeis sono sudoripare e quelle di Moll sono sebacee.
A differenza del calazio, l'orzaiolo affiora gradatamente in un paio di giorni al massimo, e può durare una notte, una settimana, un anno.
Il brufolone che si sviluppa sulla palpebra è la punta di un iceberg molto insidioso poichè il vero nemico è invisibile e si chiama stafilococco.
L'invasione di questo batterio causa arrossamento della palpebra, irritazione dell'occhio, lacrimazione, ipersensibilità alla luce e leggero calo della vista.
Per quanto sopra esposto sarebbe meglio evitare le cure faidatè e piuttosto che sperimentare i rimedi della nonna consiglio di non fare assolutamente nulla.
Assolutamente vietato "spremere" il brufolone, non esporlo al sole, non prestare a terzi i propri asciugamani ed effetti personali, non applicare cosmetici sull'orzaiolo, curare l'igene personale.
Il paracetamolo può essere utile per lenire il bruciore di palpebra ed occhio, ma ogni intervento va discusso almeno col medico di famiglia.
L'orzaiolo non va mai sottovalutato ed è sempre bene consultare un oculista grazie al quale si potrò evitare che l'orzaiolo degeneri  in ascesso.
Se il brufolone non dovesse regredire entro un mese e non è stato consultato alcun medico, chiedere immediatamente un consulto oculistico.
A quel punto lo specialista indicherà una terapia antibiotica di sicuro effetto contro lo stafilococco che potrà essere di due tipi: unguento oftalmico e/o antibiotici da assumere oralmente.


Ricapitolando: Calazio - infiammazione - ghiandola di Meibomio - non contagioso - altamente recidivo (TAV. 2).
Orzaiolo - infezione  da stafilococco - ghiandola di Zeis  e di Moll - contagioso (TAV. 2).

TAV.  2
Esempio schematico di ghiandole palpebrali
Il calazio è una cisti di sebo (lipogranuloma) che può essere più o meno grande, più o meno affiorante, che per fortuna non è doloroso e contagioso.
Raramente un calazio libera spontaneamente il proprio contenuto e ciò è possibile soprattutto se viene immediatamente curato con l'unguento oftalmico antibiotico e antinfiammatorio adatto alla situazione.
Se il miracolo si verifica, il contenuto della cisti verrà rilasciato dalla congiuntiva tra la mucosa e il bulbo, quindi è assolutamente inutile spremere un calazio per provocare una evacuazione tramite ciglia.
Come già argomentato, l'intervento di exeresi è la soluzione più opportuna e francamente necessaria per rimuovere un calazio persistente.

TAV. 3
Orzaiolo divenuto ascesso
L'orzaiolo non può essere rimosso chirurgicamente.
A differenza del calazio può degenerare e formare un granuloma tondeggiante ricoperto da striature giallastre, ma al di sotto di queste lesioni cutanee che possono seccare, vi è un corpuscolo carnoso intoccabile recante una punta rosso fuoco.
Quando l'orzaiolo giunge a questo stadio, sicuramente si è mangiato il gruppo di ciglia più vicine ad esso e si ha la sensazione che l'occhio abbia la febbre (TAV. 3).
La narice adiacente cola di continuo e la cefalea è sempre in agguato.

Il brodo di coltura che accomuna calazio ed rzaiolo è la blefarite che si può manifestare con deposito di scagliette giallastre fra le ciglia.
Per eliminare questi accumoli di sebo e batteri, consiglio di frizionare tra le mani una abbondante dose di detergente antibatterico fino a formare una soffice schiuma.
Applicare la schiuma sugli occhi chusi precedentemente inumiditi con acqua, massaggiando nella zona ciglia per pochissimi secondi.
Sciacquare con abbondante acqua tiepida gettata sulle palpebre senza massaggiare.
Se l'operazione viene eseguita regolarmente mattino e sera per una settimana, le scagliette di sebo se ne andranno quasi del tutto e con esse il rischio di infezioni batteriche.
Ovviamente solo una terapia ad hoc può risolvere una blefarite ed è dunque necessario consultare un oculista.
Al fine di evirae follicoliti, blefariti, congiuntiviti, orzaioli e calazi, è indispensabile pulire delicatamanete le palpebre regolarmente.

Il calazio va asportato chirurgucamente nel 99% dei casi, mentre l'orzaiolo ha una evoluzione più o meno felice e muore da solo.
Nel caso in cui l'infezione si trascini per mesi e il brufolone diventi ascesso, consiglio di ammorbidire pazientemente le crosticine che si formano sul nodulo e asportarle delicatamente. Pulizia dolorosa ma necessaria poichè troppa scrosticina indica che l'infezione ha fatto infezione.
Dopodichè è necessario applicare una grande quantità di unguento oftalmico antibiotico dentro e fuori le palpebre dell'occhio interessato e detta operazione va eseguita tutte le sere prima di andare a dormire (di giorno l'uguento compromette la vista causa la sua vischiosità).
Al mattino lavare gli occhi con la schiuma di un detergente antibatterico (vedi paragrafi precedenti), al fine di rimuovere delicatamente gli accumuli di pomata rimasti sulle ciglia.
Lasciare respirare l'occhio il più possibile, almeno il tempo di fare colazione e vestirsi, poi applicare un velo di unguento antibiotico sull'orzaiolo.
In questo modo si creerà una barriera tra il nodulo "scorticato" e gli agenti esterni e la cute si riparerà lentamente, giorno dopo giorno, senza formare nessuna crosticina.
Nel periodo del trattamento, le palpebre gonfieranno perchè intrise di vasellina presente nell'unguento antibiotico (es Tobral), ma dopo una settimana è possibile ridurre le applicazioni e le palpebre torneranno allo stadio di normalità. Il granuloma lentamente sgonfierà e ricresceranno le ciglia.
In alternativa è possibile ed auspicabile assumere specifici antibiotici per via orale e sicuramente tutto l'occhio guarirà senza dover "pulire" il granuloma.
Assai utili gli occhiali da sole o "da niente" purchè riparino da agenti atmosferici e sguardi indiscreti.
Non affaticare l'occhio e all'occorrenza tenerlo chiuso per qualche istante se ad esempio si deve fissare il testo di un libro o schermo di un pc, operazioni molto stancanti per un occhio colpito da orzaiolo.


SUGAR SUGAR

Col senno di poi devo ammettere che gli oculisti da me consultati avevano ragione: qualcosa nella mia dieta non andava bene.
Sicuramente i numerosi farmaci che ho dovuto assumere per contrastare le sciatalgie hanno creato danni al fegato e allo stomaco, e a questo punto una domanda sorge spontanea: come mai 4 calazi che neanche si sentono vengono asportati immediatamente in sala operatoria ospedaliaera mentre una sola ernia del disco te la devi tenere finchè muori di sciatalgia?
Considerato poi che la sottoscritta è giunta al fatidico giro di boa e spesso va in ebollizione come il minestrone contadino, non è poi strano tutto questo comparire di lenticchie e chicchi d'orzo.

Prima, durante e dopo mi sono chiesta come mai fossero comparsi addirittura cinque calazi più un orzaiolo, e anche le persone a me più vicine si chiedevano la stessa cosa. Perchè? Di chi era la colpa?
Per tutti il colpevole era solo uno: Rabbit, il mio coniglio nano.
Qualcuno me lo diceva apertamente in faccia e altri no, ma ogni pretesto era buono per criticare il mio "animale esotico".
Tutta invidia!
Il chirurgo che mi ha operato puntava molto sugli zuccheri...
Non escludo nulla, colesterolo, stress.. però mò basta con questo coniglio...

Chissà, forse la risposta è nel grande libro della vita e nelle cose che mi sono piaciute tanto, come quella fantastica canzone che cantava Lorella Cuccarini...
E vuoi vedere che quel gesto con la mano aveva un significato nascosto?



2 commenti:

  1. Penso che per quanto riguarda queste formazioni agli occhi, Rabbit non ne sia minimamente responsabile, ma stress, farmaci in combinazione, ti abbiano fatto avere dei brutti effetti collaterali. Anche il cortisolo che si produce in situazioni di stress si alza molto e fra tutte queste cose messe assieme, il nostro sistema immunitario va a pallino, le difese si abbassano drasticamente lasciandoci in balia di qualsiasi batterio, virus o disagi fisici che, talvolta rendono la vita fortemente invalidante.Teniamo presente che con tutto questo pot pourri, la nostra psiche si deprime, anche solo per quanto riguarda il nostro aspetto fisico, cioè la nostra carta d'identità, peggio che peggio se viene preso di mira il nostro viso ed i nostri occhi; strano, ma di questo argomento ne so qualcosa in prima persona.
    Un piccolo consiglio? Abbassare lo stress! Come?
    Difficile a dirsi, ognuno di noi ha modi diversi per riuscire a scaricare la tensione, a molti fa bene fare lunghe passeggiate, altri preferiscono dedicarsi allo sport, altri ancora alla lettura o alla meditazione. Così, al via in questa vita troppo frenetica ed in continua evoluzione, corsi di ogni genere che ci possono aiutare a scaricare tensioni fisiche e mentali producendo un costante apporto di endorfine.
    Training autogeno o lezioni di Fullness immersion oppure yoga, possono darci una mano a spazzare via l'eccesso di cortisolo.
    Mio piccolo parere tutto ciò che ho scritto.

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    1. Ciao Barbara, credo di essere il pot pourrì del tuo pensiero e i farmaci hanno avuto un ruolo fondamentale.
      Gli antinfiammatori che assumevo per la lombalgia, probabilmente tenevano a freno anche le blefariti; quamdo poi ho imparato a farne a meno, alè si è scatenato di tutto.

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