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martedì 15 gennaio 2013

Cuori d'Amianto

Eternit vuol dire eternità.
Infatti l'asbesto è un minerale che non muore mai. Non brucia e non marcisce. Si può solo sbriciolare.
Nell'anno 1900 si scopre che mescolando l'asbesto col cemento è possibile ottenere un materiale indistruttibile, buono per le condutture idriche, buono per isolare, e buono per farci le tettoie.
Gli si dà il nome di eternit.
Nasce così lo stabilimento Eternit di Casale Monferrato (Alessandria) che produce eternit e dà lavoro ad un sacco di gente bisognosa di lavorare, uomini e donne.
L'asbesto è una fibra bianca, leggera e morbida che una volta separata dalla roccia vola dappertutto. Si attacca ai vestiti, ai capelli, alla bocca e inevitabilmente viene respirata da chi se la trova intorno.
Così succede che tutta Casale viene invasa dalla polvere bianca soprattutto perchè lo stabilimento Eternit usa espellere le polveri al suo interno grazie a potenti turbine che le gettano all'esterno.
Ma soprattutto, l'asbesto è amianto.
La gente comincia ad ammalarsi e difficilmente arriva alla pensione.
Le patologie più ricorrenti sono due: Asbestosi (malattia respiratoria) e Mesotelioma Pleurico (tumore maligno). Entrambe aggrediscono i polmoni causando un lento soffocamento e per entrambe non esiste antidoto. Si muore in un anno dopo atroci sofferenze.
La malattie legate all'amianto hanno una tragica connotazione e cioè si possono manifestare 20, 30, 40 anni dopo che la persona è stata a contatto con il minerale, ma in pochi lo sanno. E' sufficiente averne respirato poco, è sufficiente essere stati il figlio e la moglie di un operaio Eternit, e oggi si può morire.
Il Ministero della Salute ha stimato che il picco della mortalità si avrà nel 2020.

Coassolo (TO) - Panorama con Amianto
Dal 1962 è noto in tutto in mondo che la polvere di amianto provoca il cancro, ma lo stabilimento Eternit ha continuato a produrre senza adottare precauzioni, e la Cava di Amianto di Balangero ha continuato a rifornire senza adottare precauzioni.
La cava di Balangero (To), io ce l'ho fuori dalla finestra, perchè il Comune di Balangero è attaccato al mio Comune che si chiama Lanzo. Ma sono la stessa cosa dal momento che la cava DOMINA tutto il paesaggio con le sue piramidi maya.
Vivo qui da 40 anni e per metà della mia vita ho udito i botti delle cariche esplosive che facevano saltare la montagna. La montagna in questione si chiama Monte San Vittore ed E' la cava di amianto più grande d'Europa, infatti si estende anche su un altro comune, Corio Canavese.
LA CAVA DI AMIANTO PIU' GRANDE D'EUROPA!!!
Se la si guarda dall'alto sembra un teatro greco, con la sua forma a cono e i suoi gradoni e poi al fondo c'è anche un bel laghetto di acque sorgive che la fa sembrare quasi romantica... Ma la cava non ha proprio nulla di romantico perchè continua a diffondere minerale. E' ovvio che gli agenti atmosferici erodono i terrazzamenti disperdendo polveri nell'aria e nell'acqua!
La cava è stata chiusa nel 1990, ma non per lo sterminio di vite umane!
Per fallimento.
Oggi si sta pensando di riqualificare i suoi enormi terrazzamenti e metterci sopra 21mila e 300 pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, inoltre è anche cominciata una lenta costosissima bonifica.
Ci sono in ballo decine di milioni di Euro...Prevedo altri disastri.

Lanzo (TO) - Veduta con Amianto
Se mi affaccio alla finestra vedo a sinistra la Vaccarezza e a destra l'Amiantifera. Noi la chiamiamo "La Miantifera", come fosse una di famiglia. C'è sempre stata e sempre ci sarà, come una vicina di casa impicciona e puzzona.
La nostra cava purtroppo ha avuto un passato glorioso e negli anni di massimo splendore ('60-'70) ha dato lavoro a più di 300 persone tra operai ed impiegati. Trecento famiglie che si sono ritrovate un morto in casa prima della pensione. Anche qui.
Anche qui sono cominciate le denunce. I procedimenti penali accertati sono 24, ma sono di più le denunce cadute nel vuoto. Scosse di terremoto troppo leggere per destare l'attenzione delle Istituzioni.
Nessuna sommossa popolare.
Uno sparuto gruppo di capitani coraggiosi e nulla più.
Eppure Lanzo ha dato i natali all'Onorevole Vietti Michele, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Italiana. Qui è nato è cresciuto... Non si è mai accordo che abbiamo la cava di amianto più grande d'Europa? Qui vive la sua famiglia d'origine e qui ha sede la sua Casa di Cura... dove sicuramente saranno passate persone malate di asbestosi.
Non per merito suo, nel 1992 è stata varata la Legge n° 257 che bandisce in Italia l'uso di amianto sotto ogni forma, ma la pericolosità dell'amianto è ben nota dal 1962. 

Cudine di Corio (TO) - Scorcio con Amianto
In realtà la cava di Balangero-Corio è salita agli onori della cronaca grazie alle battaglie di Casale Monferrato e alle indagini del procuratore Raffaele Guariniello.
Per merito loro avviene un fatto senza precedenti, qualcosa che potrebbe essere d'esempio per il resto dell'Europa. Il 13 febbraio 2012, un anno fa, il Tribunale di Torino riconosce la colpevolezza dei dirigenti Eternit di Casale Monferrato e li condanna in primo grado a 16 anni di reclusione per aver cagionato la morte di numerosi operai nonostante si conoscesse la pericolosità dell'amianto. E disastro ambientale.
Tremila le Parti Civili da risarcire, più spese processuali.
Una sentenza storica che inchioda i fratelli Schmidheiny e il barone De Cartier (proprietario) alle loro responsabilità.
Ma il braccio lungo della legge non si ferma e le indagini di Guariniello procedono perchè si viene a scoprire che dal '73 all' 83, gli svizzeri Schmidheiny sono stati azionisti della cava di Balangero.
Finalmente le Istituzioni si accorgono che in un posto chiamato Balangero esiste la cava di amianto più grande d'Europa e tutto si sposta qui.
Tutto cosa? Tutto qui?
No. Succede anche che gli ospedali di Lanzo e Ciriè riscontrano un inquietante incremento di malattie respiratorie causate dall'amianto e la cosa strana è che quelle patologie stanno colpendo persone che non hanno mai lavorato nella cava e non avevano parenti minatori.
La Procura di Torino istituisce un Osservatorio per capire cosa sia accaduto e cosa stia accadendo intorno alla cava di amianto più grande d'Europa e la cosa non è semplice perchè la gente "...è restia a denunciare".
Il fatto non mi stupisce, conosco la mia gente (la chiamo mia anche se io sono veneta). Qui le persone non si lamentano mai perchè lamentarsi è poco elegante. Non sto scherzando... sono fatte così e non cambieranno mai. Neanche quando amici e parenti cominceranno ad ammalarsi.
Qui è terra di nessuno e il primo che arriva si piglia tutto. Arriveranno frotte di politici nel 2020.

Nella cava si estraeva l'amianto e si estraeva anche la ghiaia. Fino a pochi anni fa le stradine e cortili dei nostri paesi erano disseminati di sassetti bluastri curiosamente decorati con "fili di lana bianca", l'amianto appunto.
Camminandoci sopra i sassi sfregavano tra loro e la lana si staccava dal sasso, poi vento e pioggia la portavano dappertutto. Noi bambini degli anni '70 ci giocavamo con la ghiaia, ci sbucciavamo le ginocchia sopra la ghiaia della "Miantifera".
E poi c'erano i cartoni d'amianto.
Mio padre faceva il termotecnico ed aveva un laboratorio dove riparava caldaie e bruciatori di una famosa marca. Per tutta la vita ha tagliato cartoni di purissimo amianto per ricavare pannelli isolanti da collocare nei bruciatori. Il suo retrobottega era costantemente invaso dalla polvere di amianto e io nel tempo libero andavo a fare le pulizie. A volte questi cartoni li tagliavo io per fare una sorpresa al mio papà. Li raschiavo e smussavo fino a raggiungere la perfezione. Più belli di quelli comperati già fatti! Uscivo dal laboratorio che sembravo piena di neve.
Nessuno ci aveva detto che di amianto si può morire dopo 20, 30, 40'anni.
Mio padre è morto 20 anni fa in un incidente, e sinceramente spero di fare la stessa fine piuttosto che ammalarmi di asbestosi. Qualcosa di terribile.
Questo articolo non l'ho scritto per la mia gente ma per me stessa.
Se giro la testa e guardo in direzione Valsusa, vedo i miei vicini di casa NO TAV che lottano come leoni per difendere il loro territorio ed evitare un possibile disastro ambientale (mi riferisco alle proteste civili). Non so se abbiano ragione o torto, non mi esprimo su questioni che non conosco bene... Ma dimostrano un coraggio da paura!
L'unica, vera rivoluzione italiana.

Grazie per le numerose visite.


                               


                     

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